Un Colpo Facile

il teatro

Un Colpo Facile, scritto da Pinuccio Sinisi, drammaturgo regista e attore, è una commedia noir ricca di intrecci, colpi di scena, contorsioni verbali e caratteriali. Un esempio di scrittura teatrale che si inserisce nel solco della commedia brillante all’italiana di grande tradizione.

Quando mi fu proposta la direzione della messa in scena, fu un vero colpo difficile per me. Ero incontenibilmente entusiasta, naturalmente, ma sapevo che non sarebbe stata un’impresa semplice: avevo il difficilissimo compito di tenere testa a un fuoriclasse del Teatro che in questo caso era autore e protagonista.
Tutti gli addetti ai lavori sanno cosa significhi avere la responsabilità di dover dirigere un cavallo di razza. Ma in questo caso non avevo a che fare soltanto con uno dei più grandi Attori Comici di tutti i tempi, con un Teatrante Fuori Catalogo, e per di più con un personaggio così talmente amato dal pubblico e popolare. Insomma non avevo soltanto una responsabilità col Divo. Questa volta avevo una responsabilità in più: avevo a che fare col mio Maestro.
… con la persona a cui devo praticamente tutto: la conoscenza, i trucchi, il mestiere, l’amore per questo lavoro e il continuo stupore.
My Personal Hero.

 

Furono lunghe sedute, dunque. Su ogni cosa. Dal copione a ogni singolo particolare, i caratteri, l’ambientazione, i perché e i percome. Ma il Maestro mi diede totale fiducia, mi permise di metter mano al testo, e, ancora di più, mi incoraggiò in tutte le scelte di regia. Proprio come fanno i veri Maestri.

Un Colpo Facile è la storia di un gruppo di sgangherati personaggi che condividono un’esistenza precaria, una vita ai margini, fatta di espedienti. Un gruppo di poveracci che ruotano attorno alla figura carismatica di un sedicente Professore, un affascinante affabulatore che gioca il ruolo di vera e propria guida, morale e spirituale.
E che un giorno, tutti convocati da quest’ultimo nel suo spartanissimo monovano, si decidono a tentare il colpo che potrebbe cambiargli la vita. Sarà un colpo facile, a quel che assicura il Professore. E’ solo un’occasione che gli è stata offerta su un piatto d’argento. Si tratta di alleggerire la casa di un ricchissimo avvocato, di cui hanno ogni utile informazione: orari, indirizzo, e perfino dove trovare le chiavi.
Ma naturalmente, come in tutti i colpi facili, una volta entrati in casa dell’avvocato, arriverà l’imprevisto. Che sconvolgerà non solo il piano, ma la vita di tutti loro.

La mia idea fu di ambientarlo negli anni 60, proprio per rimarcare l’aspetto cinematografico di commedia all’italiana. I personaggi sembravano dunque ritagliati da pellicole come Poveri ma Belli, o I Soliti Ignoti. Fu un divertente lavoro di ricerca, mobilia, oggetti e costumi: vecchi reggiseni a punta, calendari Alemagna, e calzini, e pomate per capelli. E anche la sountrack, tutta costruita da vecchi 45 giri e top ten dalle hit parade del tempo, fu un ottimo feedback.

Lo spettacolo debuttò nel 2005, prodotto da Codicearte di Mia Fanelli. Nel cast, oltre a Pinuccio Sinisi, c’erano Brando Rossi, Thomas Bruzzese, Marina Marinelli e E.R.Epifania.

 

 

Due anni dopo lo spettacolo fu ripreso con una diversa produzione (La DifférAnce), un nuovo allestimento scenico, e un nuovo cast. Insieme a Pinuccio Sinisi (e a E.R.Epifania), questa volta in scena c’erano Eliana Kabiro D’Armento, Mino Decataldo e Lorenzo D’Armento. E, avendo a disposizione un’attrice ballerina (Eliana Kabiro), questa nuova versione si arricchì di un paio di magnifici, sensuali, esilarantissimi momenti coreografici.

Queste di seguito sono le foto di scena della seconda edizione, tutte di Ermes Di Salvia.

 

Due righe sul finale, notoriamente una delle principali preoccupazioni per chi scrive storie o mette in scena commedie. Nel testo originale la storia si conclude con una specie di simbolico lieto fine. Una piccola momentanea rivincita del povero sul ricco, della solidarietà sul cinismo. Ma nella messa in scena, decisi, insieme agli attori della compagnia, di lasciarlo sospeso: tre colpi di pistola, buio, e una telefonata che forse ci fa ben sperare. Forse.

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