Dol’s (intervista)

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Nole Biz intervistata da Caterina Della Torre (January 12th, 2012)

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Nole Biz

Nole Biz,  lo ammetto non la conoscevo. Poi un lampo causato da una clip  (Welcome) che lei stessa ha postato sulla bacheca di un social media e che diceva fare parte di un mesozoico di Internet. Mi era sembrato bellissimo. Allora ho voluto saperne di più.
Ed eccola qui. Chiaramente il suo è un nickname, ma penso che rivelare il vero nome aggiunga poco di più sulla sua personalità creativa. Nata  nel 1957 a Bari, dove tuttora vive e lavora, sposata da una vita (un tempo che lei stessa definisce ” quasi imbarazzante”) con un Maestro del Teatro,  due figli. Maschio e femmina. Di 28 e 22 anni.

Dove hai studiato?

mmmm… i miei studi… beh, non sono stata mai una superstar negli studi… certamente non hanno influito granché nella mia vita lavorativa
Comunque ho un paio di anni al DAMS di Bologna. Ma era il 76/77 e non credo di aver passato troppo tempo sui libri, allora… insomma, ero in prima linea, un’indiana metropolitana… dopotutto quello è stato il periodo dell’acceleratore spinto a tremila, la punta di diamante della creatività collettiva, un tempo così vitale e gioioso, e talmente intenso… fu il momento in cui ci sembrò davvero di toccare il cielo… un Everest evolutissimo, prima del rapido oblio… Ecco, il rapido oblio coincide anche col mio abbandono dell’università.
Che lavoro fai attualmente? E che lavori hai portato e porti avanti?
Bene: “che lavoro fai attualmente” è una domanda che apprezzo molto, perché mi sono sempre sperimentata negli ambiti i più disparati, diciamo che ho un curriculum molto variopinto… e ogni volta che mi chiedono qual è il mio lavoro, sono sempre in grande difficoltà.
Al momento sto lavorando con video e grafica.
Le due ultime clip appena prodotte mi sono state commissionate da donne. Una per un progetto promosso dalla Fondazione “Con IL Sud” e da “Enel Cuore Onlus“, un progetto rivolto alla promozione di organizzazioni no profit con una forte presenza di giovani donne immigrate, in aree urbane affette da carattere di marginalità, devianza e disagio sociale.
L’altra per conto del Centro Documentazione e Cultura delle Donne di Bari, in occasione del Primo Festival delle Donne.

Cos’è Nole.biz un nome d’arte?

Nole biz è il mio nome d’arte. Anzi, meglio, nole.biz
Nole è praticamente il nome che ho da sempre, un nome inventato. Avevo undici dodici anni, e, con un gruppo di amichette più sballate di me, ci inventammo un gruppo e un codice segreto. Insomma un gioco, che poi mi è rimasto appiccicato addosso tutta la vita. Ed è diventato il mio nome a tutti gli effetti, non solo d’arte. Fino a poco fa però firmavo i miei lavori solo così, Nole. Secco. Biz l’ho adottato di recente. Era l’estensione del mio sito web (www.nole.biz), e nel momento in cui sono apparsi i social network, dove per crearsi l’account era necessariamente richiesto un cognome, ho pensato di usare questo biz… il suono era giusto, significa bizness, ma ti collega subito a bizzarria… mi calzava. E ha funzionato.

Ci parli della tua attività video e grafica?
Dunque, devo dire subito una cosa. Tutto quello che mi interessa da sempre sono le storie. Qualunque cosa abbia fatto, nel teatro, nella scrittura, nel fumetto, in radio, nella pittura… ha sempre avuto a che fare con le storie. Sono una totale autodidatta, e ho studiato e imparato ad usare qualsiasi mezzo, proprio per raccontare storie.
 Per esempio, l’animazione. Una roba difficilissima, complessa, lavoro da veri certosini, che però imparai subito, spinta da questo godurioso desiderio di dare vita ai racconti.
Ultimamente, grazie alla mai troppo benedetta tecnologia che ha semplificato tutte le grandi e faticose manovre, e reso possibile a chiunque di creare prodotti digitali completi, mi sono molto concentrata sulla creazione di video. Faccio tutto da me. Elaborazione di immagini, editing. Ed è una cosa che adoro. Certo, lavoro molto sporco. Nel senso tecnico/estetico. Ma non è quello, il mio “aim”.

Quando hai cominciato?
Ed ora, il web è cambiato?
E come?
 Più facile o più complesso?
Che ne dici dei social media?
Com’è lavorare al sud?


Io sono una super entusiasta del social network. Naturale, ogni cosa al suo apparire deve sempre vivere il suo momento di sperimentazione, ogni innovazione ha i suoi contro. Ma sono talmente tanti i vantaggi, che davvero non vedo come poter non essere allegri di questa rivoluzione. Anzi, proprio a proposito del lavorare al sud… – beh, mi sembra perfino inutile ripeterlo, è da sempre Lo svantaggio per definizione – ecco, credo che proprio la dimensione del web possa davvero e definitivamente mettere la parola fine a questo ultrasecolare e mortificante gap.
 E poi mi piace tutto quello che è sempre, in costante trasformazione.
E il web lo è.

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